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Statistiche meteorologiche 2021 : GENNAIO

immagine satellitare che mostra la discesa di aria fredda dal nord Atlantico verso il bacino del Mediterraneo
Il mese di Gennaio ‘21 iniziava con un cielo grigio e piovoso per l’azione dell’ultima perturbazione atlantica del mese precedente, che aveva raggiunto l’Italia, dando vita ad un vortice ciclonico sul Tirreno settentrionale.


Infatti, una fredda depressione si estendeva dal Mare del Nord fin sul Mediterraneo occidentale, sospingendo correnti umide meridionali verso le nostre regioni. Inizialmente le precipitazioni interessavano la Sardegna, il Piemonte e la Lombardia occidentale (inizialmente nevose in pianura per le masse d’aria originariamente molto fredde che, mitigate dal mare, si alzavano oltre i 500 m), per poi estendersi a tutto il versante Tirrenico con forti raffiche di vento, mareggiate, temporali e locali grandinate.



cartina cromatica che mostra l'area ciclonica estesa sul Mediterraneo ed Europa centrale
L’area depressionaria persisteva sulla nostra Penisola prolungando condizioni di cielo nuvoloso e clima invernale fino all’Epifania.

La nostra Penisola continua ad essere interessata da una vasta circolazione depressionaria che favorisce l’insistere di generali condizioni di instabilità. – scriveva il meteorologo -  A trarne beneficio sono, sicuramente, le nostre Alpi e Appennini che stanno ricevendo una quantità significativa di neve, mentre lo scirocco ha sfavorito l’insistere delle nevicate in pianura”.




La nostra Penisola restava ostaggio del vortice depressionario fino al secondo weekend con alternanza di periodi instabili alternati a brevi pause asciutte. Intanto la depressione traghettava lentamente verso sud-est e, a partire dal giorno 7,  ricompariva il sole sulle regioni settentrionali.

Il persistere del flusso freddo da nord-est portava alla formazione di una depressione sulla Penisola Iberica da cui partivano fronti perturbati in movimento verso est. Quello che giungeva domenica 10 interessava la Sardegna e le regioni centrali con fenomeni localmente intensi e copiose nevicate sull’Appennino. Dal punto di vista termico l’Italia era divisa in due: temperature prossime allo zero sulla Pianura Padana e quasi 20°C sulla Sicilia ed estreme regioni meridionali.

cartina cromatica che mostra la rimonta anticiclonica sul Mediterraneo
Seguiva un episodio freddo con aria proveniente dall’Europa orientale, precipitazioni nevose oltre confine, venti di bora ad est e venti di foehn sulla Pianura Padana. Il fenomeno, intenso sui Balcani, sfiorava la fascia Adriatica con nevicate anche a quote collinari fin sulle regioni meridionali. Ne risentivano, in particolare, le temperature che registravano diminuzioni significative su gran parte delle regioni con intense gelate notturne.

“…ci eravamo lasciati con la possibilità dell’arrivo del BURIAN, il grande freddo in arrivo dalla Russia, ma ormai non sarà così – scriveva il meteorologo - Alla fine, infatti, le gelidi correnti punteranno i Balcani sfiorando la nostra Penisola (fascia Adriatica) A livello di fenomeni avremo instabilità sul medio e basso adriatico  ed in genere a sud Italia tra le giornate di venerdì e domenica con rovesci a carattere sparso e nevicate a quote basse su Molise e Puglia”.


cartina cromatica che mostra l'area anticiclonica sul Mediterraneo occidentale e la discesa del nucleo freddo sull'Adriatico

Dopo una fase di tempo stabile, particolarmente freddo, ma consono per la stagione, sul finire della terza settimana l’alta pressione lasciava spazio ad una profonda saccatura Atlantica. Le correnti ruotavano da sud-ovest e giungeva sull’Italia aria umida e temperata che generava diverse perturbazioni (dall’8° alla 11° del mese) con piogge al piano e nevicate al di sopra dei 400 m, a partire da giovedì 21.


Nei giorni seguenti, si registrava un aumento del campo barico che favoriva una temporanea fase stabile, unitamente al ritorno del sole e un significativo incremento delle temperature su tutte le regioni (nella giornata di venerdì 29 risultavano quasi primaverili sulle regioni meridionali), fenomeni insoliti per i “giorni della merla”, ritenuti da sempre i più freddi dell’anno.

Nel fine settimana, il giorno 30, una veloce perturbazione Atlantica raggiungeva l’Italia. Essa assicurava locali precipitazioni e dava luogo ad un vortice depressionario sul mar Ligure che, nel corso della domenica 31, si spostava verso il medio-basso Adriatico, richiamando aria fredda dalla Scandinavia.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
11 12 8 32,8 37,7 4,9% 127,4 75,3 75,0 0,0 10,4 0
GENNAIO '21 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2020 al 31.01.2021 =+102,6 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
2,68 2,78 -0,10 1,8 15,8 14 24,4 2007 -7,0 11 -10,0 1993