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Statistiche meteorologiche 2019 : SETTEMBRE

Con l’inizio di Settembre, l’aria fresca in arrivo dal nord Atlantico, demoliva la bolla calda che stazionava da diverso tempo sull’Italia, penalizzando maggiormente le regioni centro-meridionali. Un primo fronte freddo raggiungeva il Nord ovest tra il giorno 1 e il 2 e dava luogo ad un generale aumento dell’instabilità atmosferica con rovesci e temporali che dal Piemonte si estendevano verso la pianura Padana centro-orientale e l’Emilia, per poi raggiungere anche il centro-sud. Il Varesotto era spazzato da venti di foehn, ma senza pioggia. Il beneficio generale era una diminuzione delle temperature, con rientro nelle stesse nei valori medi del periodo.

Cartina cromatica che mostra la mappa delle precipitazioni sull'Italia
Agosto si sta per chiudersi con condizioni anticicloniche e temperature sempre oltre le medie – diceva il meteorologo - Dopo i mesi di Giugno e Luglio anche Agosto verrà ricordato per le elevate temperature dovuto alla presenza, ingombrante, dell’alta pressione nord Africana. A questo punto è logico cercare di capire quando e come avverrà la “classica” crisi estiva che dovrebbe traghettare la stagione uscente verso quella autunnale. Come da mappa allegata, notiamo che nei primi giorni di settembre una profonda depressione Atlantica cercherà di valicare le Alpi con l’intento di demolire il “muro Africano”.



Le incursioni Atlantiche proseguivano anche nei giorni seguenti e altre tre perturbazioni raggiungevano la nostra Penisola assicurando un po’ di pioggia ai terreni assetati e ai torrenti in secca, soprattutto delle regioni settentrionali. Come era prevedibile (per via del forte contrasto termico tra l’aria fresca in arrivo e quella calda presente in loco), alcuni fenomeni risultavano di forte intensità con conseguenti allagamenti, smottamenti, frane e danni a persone e cose. La cronaca documentava nubifragi da Nord a Sud: a Firenze, Pistoia, Arezzo, Roma, provincia di Foggia, Ancona, Pesaro e provincia e Palermo.

Fotografia satellitare dell'uragano Dorian



Oltre oceano la situazione era ben peggiore. Infatti, il violentissimo uragano Dorian (venti fino a 350 km/k misurati dall’astronauta Luca Parmitano della Stazione Spaziale Internazionale), devastava le isole Bahamas causando distruzione e morte.









Cartina cromatica che mostra l'espansione dell'anticiclone Nord-Africano sul bacino del Mediterraeno



Dopo un avvio di settembre a suon di temporali, nubifragi e perfino la neve che scendeva fino a quota 2000 m per via di un deciso abbassamento delle temperature (7.9°C la min. del giorno 9), si pensava ad una fine prematura della bella stagione. Le previsione erano smentite! Infatti, da giovedì 12 l’anticiclone delle Azzorre si allungava un braccio verso est e permetteva l’avvio della “classica estate settembrina” con belle giornate e temperature gradevoli.



Nei giorni seguenti il campo anticiclonico si consolidava per azione dell’anticiclone nord-Africano e il terzo weekend risultava soleggiato e caldo con temperature di stampo estivo (27,9°C sabato 14).


Cartina cromatica che mostra la mappa delle precipitazioni sull'Italia

A metà della terza settimana si verificava una discesa di aria fresca da nord-est, sotto forma di venti di bora. Essa generava instabilità, soprattutto, lungo la fascia Adriatica, dove si registravano molteplici temporali (più frequenti sul mare perché particolarmente caldo). Nel contempo, si registrava un generale calo delle temperature che rientravano nei valori medi stagionali.


Seguiva una breve fase anticiclonica che assicurava un sabato 21 all’insegna del bel tempo su gran parte delle regioni e temperature massime in generale aumento. Il tutto, però, era temporaneo. Infatti, una depressione Atlantica raggiungeva i settori occidentali della Penisola nella giornata di domenica 22. Il fronte perturbato generava rovesci e temporali sul Nord-ovest e regioni centrali Tirreniche (in particolare su Liguria e Toscana, dove si registravano fenomeni intensi e rilevanti accumuli precipitativi). Nelle ore successive i fenomeni si estendevano alle restanti regioni settentrionali, per poi migrare verso est. Le temperature registravano diminuzioni al Nord, mentre aumentavano di qualche grado lungo il versante Adriatico e al Sud (per il richiamo di correnti calde-umide meridionali), dove assicuravano ampie schiarite. Dopo una breve pausa anticiclonica, nella giornata di mercoledì 25, un ulteriore fronte atlantico debole, ma veloce, raggiungeva le regioni settentrionali. La sua traiettoria era tale da saltare il Nord-ovest ed interessare, con fenomeni di debole intensità, il Nord-est e le regioni centrali. Le temperature non registravano grosse variazioni e si mantenevano oltre le medie sulle regioni meridionali.

Cartina cromatica / isobarica che mostra il flusso di correnti atlantiche verso l'Europa


Dal giorno successivo, la pressione tornava ad aumentare per l’espansione verso il bacino occidentale del Mediterraneo di un promontorio anticiclonico Azzorriano e mentre il Nord e l’alto versante Tirrenico risentivano di un debole flusso di correnti umide occidentali che scorrevano tra l’alta pressione sul Mediterraneo e le basse pressioni sulle isole Britanniche con una certa nuvolosità e locali fenomeni, il sole dominava lo scenario delle altre regioni. Le temperature registravano un nuovo aumento e assicuravano all’ultimo weekend del mese un clima di tarda estate piuttosto che di inizio autunno.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
10 15 5 49,1 46,9 +2,2 % 38,6 147,0 158,1 2 3,7 -1,7
SETTEMBRE '19 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2018 al 30.09.2019 = -538,5 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
18,63 18,56 +0,07 17,03 31,0 1 33,0 2006 7,0 24 2,5 1995


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