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Statistiche meteorologiche 2019 : MAGGIO

La Festa del Lavoro era caratterizzata da cielo sereno e temperature di tarda primavera, ma il primo weekend di Maggio registrava una forte instabilità atmosferica. Infatti, dopo il passaggio di un fronte temporalesco nella serata di sabato 4, giungeva sulla Penisola un nucleo di aria artica che aveva precedentemente imbiancato gran parte dell’Europa.
Ecco come la cronaca descriveva il fenomeno “C’è chi ritiene sia tutta colpa dei cambiamenti climatici e del surriscaldamento globale. Una massa di aria artica, con maltempo e freddo, sta attraversando l’ Europa riportando un po’ ovunque un clima invernale. Insolito per una primavera avanzata. Senza contare che in alcune zone della Germania e dei Paesi Bassi è ricomparsa la neve. Nel Limberg, in particolare, non si vedevano precipitazioni nevose a inizio maggio dal 1979. Fiocchi bianchi, raffiche di vento fortissime e temporali che si trasformano in vere e proprie tempeste“.

mappa cromatica che mostra l'irruzione di aria fredda verso il bacino del Mediterraneo
La massiccia irruzione fredda in ambito Mediterraneo, portava alla formazione di una profonda depressione sul mar Tirreno settentrionale. Essa dava vita a fenomeni temporaleschi, anche grandinigeni, localmente intensi sulle regioni di Nord-est, Emilia Romagna e coste dell’Adriatico centro-settentrionale, mentre la Pianura Padana era spazzata da intensi venti di foehn (66 km/h in pianura). Le temperature registravano significative diminuzioni e la neve compariva fino a 600 metri di quota.
All’inizio della settimana successiva il vortice traghettava abbastanza velocemente verso Est, sotto la spinta di un temporaneo promontorio dell’anticiclone delle Azzorre, ma l’intervallo di stabilità atmosferica e il recupero dei valori di temperature durava poco. Infatti, nella giornata di mercoledì 8 giungeva sulle regioni settentrionali una perturbazione atlantica che assicurava fenomeni piovosi localmente intensi, per poi spostarsi al centro-sud.



mappa cromatica che mostra l'irruzione di aria fredda verso il bacino del Mediterraneo
Seguiva una breve pausa anticiclonica con ritorno del sole a scaldare un Maggio insolitamente freddo ma, sabato 12 giungeva la 4° perturbazione atlantica del mese a cui seguivano intensi venti di foehn (54 km/h al piano e fino a 120 km/h a Campo dei Fiori), che riversavano nel bacino occidentale del Mediterraneo una gran massa di aria fredda in arrivo dal nord Europa. Il brusco calo delle temperature riportava la neve fino a 1300 metri di quota, mentre fenomeni localmente intensi interessavano alcune aree del nord, come “la storica nevicata di grandine” che bloccava l’aeroporto di Malpensa per quattro ore e il dirottamento di otto aeromobili su altri scali, il nubifragio su Milano, il violento temporale nel Bresciano con due vittime civili. (Foto di cronaca):


foto della tempesta di foehn sul Lago Maggiore
 
foto della intensa grandinata sull'aeroporto di Malpensa










mappa cromatica che mostra il vortice depressionario di aria fredda sul bacino del Mediterraneo




Nei giorni seguenti sull’Italia insisteva una circolazione depressionaria alimentata da correnti fredde in arrivo da nord-est e ostacolata nel suo normale transito verso est, che mettevano a dura prova diverse aree della Romagna (provincia di Cesena e Ravennate), dove le piogge intense facevano esondare fiumi e torrenti, allagando campi e cascine. (Foto di cronaca):









foto delle aree allagate in Emilia

foto delle aree allagate in Emilia












La fase instabile e perturbata proseguiva per tutta la settimana su gran parte dell’Italia con intense grandinate che colpivano il Lazio, la Campania e la Sicilia (in molti casi la rimozione della grandine richiedeva l’intervento degli spazzaneve), mentre abbondanti nevicate interessavano le Alpi e l’Appennino con accumuli insoliti per il mese di Maggio.
Risultava grigio e perturbato anche il 3° weekend del mese per il passaggio della 7° perturbazione atlantica. Estese precipitazioni, localmente a sfondo temporalesco e nevicate tra 1500 e 1800 metri di quota interessavano le regioni centro-settentrionali, per poi raggiungere quelle meridionali e la Sicilia, mentre le temperature continuavano a registrare valori di 3-4 °C inferiori alle medie del periodo.
Nel corso della settimana successiva, l’espansione di un promontorio anticiclonico sul Mediterraneo occidentale favoriva un paio di giorni di tempo stabile e soleggiato, ma l’ultimo weekend del mese vedeva la discesa dal nord Europa di una vasta depressione che pilotava una perturbazione atlantica verso il bacino del Mediterraneo.

mappa cromatica che mostra l'ultima irruzione di aria fredda verso il bacino del Mediterraneo
Infatti, sabato 25 prendeva il via una nuova fase di instabilità al Nord, interessato da precipitazioni diffuse e localmente a sfondo temporalesco che nella giornata di domenica raggiungeva le regioni centro-meridionali. L’aspetto più significativo riguardava le temperature i cui valori risultavano inferiori alle medie stagionali e tale aspetto si protraeva fino a fine mese: il giorno 29 si registrava, infatti, un massiccio afflusso di aria fredda dal nord Europa.
Il vortice depressionario che si originava sull’Italia insisteva per diversi giorni sulle regioni centro-meridionali con intensi fenomeni temporaleschi e localmente grandinigeni, mentre venti di foehn spazzavano la Pianura Padana. A partire dalle regioni settentrionali, chiudeva il mese un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre in espansione verso est. Il grande protagonista delle estati degli anni ’70, ’80, e ’90, anni in cui ci ha regalato la classica “estate Mediterranea”, caratterizzato da clima temperato e mitigato dalle brezze marine, di monte e di valle.
Con riferimento ai dati pluriennali della nostra stazione meteo, maggio 2019 è risultato il più freddo degli ultimi 33 anni. L'insolito fenomeno ha comunque dei precedenti. Infatti, nella sua lunga storia meteorologica l'Osservatorio di Venegono Superiore aveva registrato valori medi di: 11,5°C nel 1984, tre valori prossimi a 13°C negli anni 1935, 1939 e 1941, tre valori prossimi a 14°C negli anni 1970, 1977,1978, 1980 e 1983.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
8 12 11 36,2 42,8 -6,4% 85,6 190,7 177,5 5 6,6 -1,6
MAGGIO '19 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2018 al 31.05.2019 = -265,2 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
14,78 17,93 -3,15 14,98 25,0 23 34,4 2001 2,0 7 1,5 1991

CONSIDERAZIONI SULL’ANDAMENTO DELLA PRIMAVERA

La stagione primaverile 2019 ha manifestato pienamente le caratteristiche della stagione di transizione, della stagione principe della dinamicità: variabilità termica, occhiate di sole e scrosci di pioggia, lampi e tuoni, raffiche di vento e, in alcuni casi, violenti fenomeni grandinigeni. Marzo è stato caldo e secco, Aprile ha assicurato un buon apporto precipitativo, Maggio ha manifestato connotati autunnali.
Marzo è risultato estremamente dinamico per l'alternanza di perturbazioni atlantiche a promontori anticiclonici, con l'anticiclone delle Azzorre che più volte ha puntato verso Nord. Le precipitazioni, almeno per le regioni settentrionali che hanno vissuto un crescente e preoccupante fenomeno di siccità sono risultate scarse, mentre diversi vortici ciclonici e piogge intense hanno interessato il centro-sud.
Aprile ha assicurato le prime piogge primaverili. Infatti, diverse perturbazioni atlantiche hanno attraversato la Penisola, interessando principalmente le regioni settentrionali.
Maggio ha manifestato caratteristiche autunnali. Infatti, a differenza di quello che solitamente accade ad un mese che chiude la stagione primaverile con un crescendo dei valori di temperatura, Maggio 2019 ha registrato tre irruzioni di aria artica che hanno tenuto i valori medi giornalieri costantemente al di sotto di quelli stagionali. I fenomeni piovosi sono stati diversi, ma il quantitativo complessivo è risultato inferiore a quello pluriennale.
La temperatura media stagionale (12,39°C) è risultata inferiore a quella pluriennale, con una diminuzione di -1,08°C. Specificamente ai singoli mesi, la media di Marzo è risultata +0,53°C superiore a quella pluriennale, -0,67°C quella di Aprile e -3,15°C quella di Maggio. Le precipitazioni hanno registrato un totale di 356,2 mm/mq con un deficit del 19% rispetto alla media pluriennale; fenomeno che si è ripetuto a Marzo (-46%) e Maggio (-55%), mentre Aprile ha fatto registrare un incremento del 39%.


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