MeteoBrebbia, navigazione veloce.
menu principale | contenuto principale | menu secondario | piè di pagina
logo dell'Associazione Varesina per l'Eco-Speleologia

via IV Novembre, 27
tel. 0332 770456
fax 0332 970730
sei in home >> archivio dati >> 2019 >> dicembre'18

contenuto

Statistiche meteorologiche 2019 : DICEMBRE '18

cartina cromatica che mostra l'espansione dell'anticiclone sull'Europa centrale e l'Italia
La prima settimana di dicembre registrava una circolazione da ovest in cui si inserivano tre perturbazioni atlantiche. I fenomeni precipitativi interessavano i versanti esteri e le estreme regioni meridionali, mentre il centro-nord vedeva solo innocui passaggi nuvolosi. Infatti, il prevalente regime anticiclonico favoriva stabilità atmosferica. Le temperature restavano di qualche grado superiori alle medie del periodo, mentre sulla Pianura Padana comparivano le nebbie durante la notte e nelle prime ore del mattino. I primi fenomeni di inversione termica riducevano il rimescolamento atmosferico e si accentuava la percentuale di polveri nei bassi strati, soprattutto nelle città.
In tale contesto, anche il ponte dell’Immacolata era caratterizzato da cielo sereno e clima mite per la stagione.







cartina cromatica che mostra l'irruzione di aria fredda dal nord-Europa


Nel corso della seconda settimana, mercoledì 12, l’Italia assaporava i primi rigori invernali. Infatti, mentre l’anticiclone delle Azzorre puntava verso nord, sul fianco orientale, aria di origine artica scendeva dal nord Europa verso il bacino occidentale del Mediterraneo. I fenomeni più significativi restavano confinati al di là delle Alpi e lungo la costa Adriatica, dove si registravano decine di temporali, intensa fulminazione, grandinate e trombe marine, ma il calo termico (tenendo conto delle temperature al di sopra della media dei giorni precedenti), risultava significativo (-5,3°C la minima) e interessava tutta la Penisola, con gelate al Nord.








mappa delle precipitazioni sull'Italia

Dopo appena 48 ore, si riattivava la circolazione atlantica e la quinta perturbazione del mese raggiungeva la Penisola con la formazione di un vortice ciclonico sul mar Tirreno. Ne conseguiva una fase di maltempo tipicamente invernale con piogge sulle regioni centrali e neve a quota collinare su Emilia Romagna e, occasionalmente, su basso Piemonte e Veneto, per via di un richiamo di aria fredda da est. Nella giornata successiva il maltempo si spostava sulle regioni meridionali (Campania e Sicilia, in particolare), per poi traghettare verso la Penisola Ellenica.

A metà mese si registrava un ulteriore e veloce episodio nevoso che interessava la bassa Pianura Padana (Emilia Romagna, in particolare) e l’Appennino centrale, mentre le regioni meridionali beneficiavano di nuove e copiose piogge per l’azione di un vortice depressionario che richiamava correnti fredde dai Balcani.




immagine satellitare che mostra la perturbazione in arrivo sull'Italia

La breve pausa anticiclonica all’inizio della terza settimana era interrotta da una nuova perturbazione atlantica (l’8° del mese), che assicurava poche piogge e nevicate a quote collinari sulle regioni settentrionali (1 cm, registrato presso la nostra stazione), mentre i fenomeni risultavano più intensi al centro-sud della Penisola. Le temperature  continuavano a registrare oscillazioni sopra o sotto i valori medi stagionali, conseguenti all’alternarsi di promontori anticiclonici intervallati da cavi d’onda prodotti da aree depressionarie.










cartina cromatica che mostra l'espansione verso le Isole Britenniche dell'anticiclone nord.Africano
Seguiva una rimonta anticiclonica di matrice sub-tropicale che, dal Marocco raggiungeva le Isole Britanniche. Infatti, dopo il veloce passaggio di un nucleo di aria fredda in discesa dal nord Europa, tra la vigilia e il giorno di Natale, nei giorni seguenti, la pressione tornava ad aumentare e gli ultimi giorni del 2018, da nord a sud della Penisola, risultavano insolitamente miti per la stagione. Per le regioni settentrionali, alle prese con una prima fase di siccità, accentuata da fenomeni di foehn che alimentavano i primi incendi lungo le Prealpi (piuttosto violento quello in provincia di Como sul finire dell’anno), la nota dolente era rappresentata dalla nebbia e dalle gelate di primo mattino sulla Pianura Padana, mentre l’inversione termica accentuava nelle città l’accumulo di polveri sottili nei bassi strati dell’atmosfera.

Il fronte freddo in arrivo da nord-est, interessava marginalmente l’Abruzzo e la Puglia tra il giorno 30 e 31 con rovesci sparsi e neve su Appennino intorno a 700 m di quota, mentre le regioni settentrionali erano sferzate da intensi venti di foehn (72,4 km/h la velocità massima registrata in pianura).



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq NEVE
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959 - 1983 cm mese media dal 1980 gg. con neve
17 11 3 48,5 34,6 +13.9% 7,3 83,0 82,2 1,0 6,3 2
DICEMBRE '18 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2018 al 31.12.2018 = -75,7 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
4,05 3,23 +0,82 2,7 19,5 4 19,0 2016 -5,0 15 -11,2 2009