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Statistiche meteorologiche 2019 : APRILE

Il mese di aprile iniziava all’insegna del cielo sereno e temperature ben oltre le medie stagionali, ma cresceva l’angoscia, espressa da più parti, per l’assenza delle piogge: “Sono ormai settimane e settimana che non si registrazioni precipitazioni degne di tal nome, una situazione che sta mettendo a serio rischio le coltivazioni, ma anche le riserve idriche per l’imminente stagione estiva. In molti si chiedono quando e con quali modalità avverrà una sostanziale modifica della situazione. Ad oggi i modelli matematici a nostra disposizione sono discordanti fra loro, alcuni ipotizzano un serio cambiamento per l’inizio di aprile, altri lo rimandano dopo il 10, altri non scorgono alcun cambiamento”.

Immagine cromatica che mostra la discesa di latitudine di aria fredda dal nord Atlantico verso il bacino occidentale del MediteraneoCome anticipato dai modelli cartografici della Marina Militare Americana, la svolta si registrava a partire dal giorno 2, quando una saccatura Atlantica scendeva dalla Groenlandia verso la Francia. L’aria fredda di origine artica, entrando nel bacino del Mediterraneo dalla Valle del Rodano formava una zona di bassa pressione a nord della Corsica che richiamava correnti meridionali verso la catena Alpina. A partire da mercoledì pomeriggio si intensificava la copertura nuvolosa e in serata giungevano le prime piogge anche a sfondo temporalesco, che si protraevano per tutta le notte e nella giornata del 4 aprile. Le regioni settentrionali beneficiavano di quasi 100 mm/mq di pioggia, mentre abbondanti nevicate interessavano tutto l’arco Alpino (quasi a 1 m di neve soffice) fin verso i 1000m di quota. Le temperature registravano diminuzioni fino a 10°C. Il giorno successivo le precipitazioni si spostavano sul Nord-Est e regioni meridionali, mentre correnti settentrionali riportavano sprazzi di sereno al Nord-Ovest. Nei giorni seguenti si registrava una certa variabilità con alternanza di occhiate di sole e passaggi nuvolosi, mentre le temperature recuperavano di qualche grado.
Nella circolazione atlantica che cominciava a caratterizzare il mese di Aprile, domenica 7 giungeva sull’Italia la seconda perturbazione del mese che assicurava nuove piogge ed un ulteriore recupero del grave deficit stagionale. Seguiva una fase di spiccata variabilità che interessava gran parte della Penisola, col susseguirsi di fronti nuvolosi che ruotavano in una vasta area depressionaria estesa su gran parte del bacino centrale del Mediterraneo.



Mappa delle precipitazioni sulla Penisola

Il weekend della Palme vedeva la discesa di un nucleo di aria fredda da nord-est che rinvigoriva la depressione sul Mediterraneo accentuando l’instabilità atmosferica. Infatti, nella serata del 13 si scatenava un violento temporale con intensa attività elettrica e rovesci di pioggia. Nel corso della domenica l’attività temporalesca interessava gran parte della dorsale Appenninica, fino a raggiungere le regioni meridionali.


Seguiva l’espansione verso Nord di un cuneo anticiclonico di matrice nord-Africano che assicurava una settimana abbastanza stabile, mentre le temperature registravano un crescente aumento. Si giungeva così alla domenica di Pasqua, che risultava mite e soleggiata su gran parte della Penisola con valori di temperatura che toccavano i 24°C. Il lunedì dell’Angelo il cielo cominciava a coprirsi, ma la giornata assicurava i picnic all’aperto e le scampagnate fuori città.






Immagine satellitare che mostra la perturbazione atlantica in arrivo dalla Penisola Iberica


A partire da martedì 23 la Penisola risentiva della depressione che dalla Penisola Iberica era scesa fin sulle coste africane per poi risalire verso il mar Tirreno settentrionale. Essa richiamava intense correnti sciroccali con violente mareggiate lungo le coste e marcato maltempo su gran parte delle regioni. La neve ricompariva oltre i 1500 m di quota. Nella giornata successiva, mentre le regioni centro-meridionali registravano ampie schiarite e temperature molto elevate, al Nord si verificava un nuovo peggioramento per l’arrivo del 5° fronte atlantico del mese e rovesci e temporali si susseguivano da ovest verso est.
Nei giorni successivi la situazione meteorologica era improntata all’insegna di un’estrema variabilità sulle regioni settentrionali, mentre, attenuandosi le correnti sciroccali, al centro-sud si registrava una maggiore stabilità e ampie schiarite. L’ultima domenica del mese (28), registrava l’arrivo dal nord Europa di un vortice freddo che interessava maggiormente le regioni di Nord-est, l’Emilia Romagna, l’Umbria e la fascia Adriatica fino al Gargano. Rallentata nel suo transito verso Est, la circolazione depressionaria posizionata sul medio Adriatico, persisteva in loco per diversi giorni con richiamo di ulteriore aria fresca da Est. Mentre la Pianura Padana era spazzata da intensi venti di foehn, altrove si registravano temporali, rovesci e grandinate, mentre la neve ricompariva intorno ai 1000 metri di quota e le temperature crollavano di diversi gradi.

Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
7 10 13 38,3 41,1 -2,8 223,8 161,2 147,0 3 3,2 -0,2
APRILE '19 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2018 al 30.04.2019 = -160,1 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959 - 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
12,30 13,23 -0,93 11,20 25,5 30 33,2 2011 1,0 1 -3,5 2003

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