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Statistiche meteorologiche 2018 : OTTOBRE

Mappa delle precipitazioni sull'ItaliaCome avevano anticipato i modelli matematici, nei primi giorni di ottobre giungeva sull’Italia aria fredda dal nord Europa che favoriva la nascita di una depressione sul Golfo Ligure. Mentre le regioni settentrionali beneficiavano di poche gocce di pioggia, la depressione scendeva velocemente di latitudine, interessando la Sardegna e la costa Tirrenica, fino a raggiungere la Sicilia e le regioni meridionali (Nel Salento si registrava un’intensa grandinata che ricopriva di bianco strade e campi). In Calabria e in Sicilia le piogge diventavano localmente torrenziali. Nei giorni seguenti, ostacolata nel suo movimento verso est, il vortice ciclonico risaliva la Penisola, interessando parte della fascia Adriatica.

Seguiva una breve fase anticiclonica con buon soleggiamento e rialzo delle temperature.
Infatti, all’inizio della seconda decade, una nuova perturbazione atlantica riportava le piogge sul settore di nord-ovest. Esse risultavano alluvionali sulla Sardegna, dove si registravano ingenti danni all’agricoltura e alle infrastrutture e causavano due vittime civili.



Mappa satellitare delle precipitazioni
Nel susseguirsi di perturbazioni atlantiche che si dissolvevano sull’Europa centrale, ostacolate nel loro movimento verso est da un poderoso anticiclone Russo, un vortice ciclonico sulla Francia meridionale generava distruzioni e vittime civili nella regione di Marsiglia, mentre un'altra depressione originatasi sul Mediterraneo meridionale, raggiungeva la Sardegna, la Sicilia e le estreme regioni meridionali. Qui persisteva per diversi giorni con fenomeni intensi e localmente alluvionali (come nel Cagliaritano, Catanese e Siracusano; come mostrano le foto dei Vigili del Fuoco, a Lentini, l’esondazione del fiume San Leonardo allagava diverse aziende agricole, mentre a Mineo veniva travolto un camion dei Vigili del Fuoco, soccorsi da una squadra di colleghi), mentre sul resto della Penisola aumentava la pressione atmosferica e il clima risultava mite per la stagione. Infatti, il crescente soleggiamento incrementava le temperature, i cui valori superavano di 4-5°C le medie del periodo. Sulle regioni settentrionali, poi, si accentuava la carenza precipitativa con incremento del deficit idrico stagionale (-90%) ed annuale (-33%).


Esondazione del fiume S. Leonardo Esondazione fiume S. Laonardo Vigili del Fuoco in panne















Cartina cromatica che mostra l'arrivo del nucleo di aria fredda da est.
Dopo un weekend insolitamente mite, scorrendo sul bordo orientale del solido anticiclone presente sull’Europa centrale, all’inizio della terza decade, un nucleo freddo scendeva di latitudine raggiungendo il nord-est e la fascia adriatica. Le temperature registravano un crollo di oltre 15°C e comparivano i primi fiocchi bianchi sull’appennino Abruzzese.


Un robusto promontorio anticiclonico sull’Europa centrale assicurava alcuni giorni di tempo stabile e soleggiato. In alcune località della Pianura Padana, le temperature raggiungevano valori prossimi ai 30°C per gli  intensi venti di favonio.






Mappa cromatica delle precipitazioni del giorno 28 ottobreSul finire del mese si registrava una vera e propria svolta della stagione autunnale. Infatti, una vasta depressione atlantica scendeva dalla Scandinavia  sull’Europa centro-occidentale (come mostra la cartina cromatica). Tale mossa favoriva la demolizione dell’alta pressione sulla nostra Penisola e lasciava scorrere verso il bacino centrale del Mediterraneo aria fredda di matrice artica. Ciò innescava il richiamo di aria umida (intense correnti sciroccali fino a 160km/h), dai quadranti meridionali verso la barriera Alpina e il quarto weekend registrava abbondanti precipitazioni sulle regioni centro-settentrionali e prime copiose nevicate sulle Alpi oltre i 1800 metri di quota. Le giornate critiche per intensità di fenomeni e quantitativi di pioggia risultavano domenica 28 (103 mm/mq) e lunedì 29 ottobre (117 mm/mq), tanto che la Protezione Civile segnalava allerta in codice rosso per ben 7 Regioni.

"Come da previsione, - scriveva il meteorologo -  una vasta depressione ha apportato la prima vera fase autunnale sulla nostra Penisola con forti precipitazioni al nord, vento, mari agitati ed il ritorno della neve sulle Alpi. Ma non finisce qui… Infatti, l’apice del maltempo si avrà nella giornata di lunedì, quando un profondo ciclone Mediterraneo, si impadronirà del Mediterraneo centrale favorendo nubifragi su gran parte del centro nord. Particolarmente investite dai fenomeni saranno: Piemonte, Alpi e Prealpi Lombarde, Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Liguria di Levante. Anche il centro Italia verrà anch’esso interessato da forti precipitazioni, soprattutto Lazio e Umbria. Da non sottovalutare anche i forti venti che favoriranno intense mareggiare su tutti i mari “.

I fenomeni risultavano particolarmente violenti in Liguria (la cui costa – da Portofino a Santa Margherita Ligure  in particolare - veniva flagellata da venti tempestosi e onde alte fino a 15 metri che demolivano strade, ponti, stazioni balneari e sollevavano le imbarcazioni fino a depositarle a decine di metri dalla riva -  nel porto di Rapallo, su  335 yacht ormeggiati, solo 124 restavano a galla), nel Veneto (la provincia di Belluno, registrava la maggiore devastazione per l’esondazione di fiumi e torrenti, le strade devastate, i tralicci della luce piegati come fuscelli,  mentre una tromba d’aria strappava dal terreno migliaia di abeti i cui tronchi, trascinati dall’acqua, si ammassavano in nella diga di Comelico, in val Visdende), a Roma (dove si registrava la caduta di pini secolari sulle auto in sosta o circolanti), a Ischia (dove si registrava il fortunoso salvataggio di un uomo finito col furgone in un’area allagata), mentre in Sicilia piogge alluvionali interessavano le province di Palermo, Trapani e Agrigento. Ancora una volta si contavano una quindicina di vittime civili, mentre a Venezia l’acqua alta penetrava per circa 30 cm nella Basilica di S. Marco e il fiume Po, in secca fino a qualche giorno prima, cresceva di 2,5 metri nel giro di 24 ore, superando di 3,5 m lo zero idrometrico al Ponte della Becca (per il deflusso del Ticino), destando non poche preoccupazioni per rischio esondazione nel Ferrarese, per l’allagamento di aree non difese dagli argini. Il Lago Maggiore, sotto il livello di magra fino al giorno 26, cresceva di quasi 2 metri raggiungendo il livello di 194,75 m s.l.m. (dati C.G.P.)
Ecco alcune immagini di cronaca:

Devastazioni nel Bellunese Strage di abeti nel Bellunese La diga di Comelico invasa dai tronchi d'albero


















Devastazioni a Portofino Esondazione Devastazioni nel porto di Rapallo















Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Nebbia
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959-1983 gg. media dal 1980 diff.
13 8 10 45,9 33,6 +12,3% 292,0 168,6 183,1 4 6,0 -2,0
OTTOBRE '18 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2017 al 31.10.2018 = -80,6 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
14,63 13,23 +1,40 11,93 30,5 24 30,4 2011 2,8 23 -4,0 1997
  • I valori antecedenti al 1987 sono desunti dagli annuari meteo del JRC di Ispra (risalenti al 1959).


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