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Statistiche meteorologiche 2018 : AGOSTO

Il mese di agosto iniziava all’insegna di tempo stabile e soleggiato con temperature ben oltre la media del periodo. Il responsabile di tale situazione era l’anticiclone nord-Africano che, con la sua bolla calda raggiungeva mezza Europa, dimostrando, ancora una volta, una forza mostruosa, un muro contro cui si dissolveva qualsiasi perturbazione Atlantica. 

Cartina cromatica che mostra l'espansione verso nord dell'anticiclone nord-africano
Tale situazione, aggravata dalla scarsa circolazione, dal crescere del fenomeno “afa” e dall’accumulo di ozono nei bassi strati (dai 178 μg/m³ di Parma ai 221 μg/m³ di Bergamo, valori ben sopra i limiti di legge di 120 microgrammi per metro cubo d’aria – elemento dannoso per l’elevata capacità ossidativa nei confronti dei tessuti biologici con l’irritazione delle mucose respiratorie e degli occhi), interessava gran parte delle grandi città e persisteva per tutta la prima decade. La situazione più grave si viveva in Spagna e Portogallo, dove, a detta degli esperti, si registrava il nuovo record europeo, detenuto finora dal 1977 da Atene, quando la colonnina di mercurio toccò quota 48°C. Situazioni termiche ben oltre la media interessavano anche altre regioni della Terra; infatti la cronaca segnalava il 1° agosto a Seul (Corea del Sud) 39,6°C (il giorno più caldo da 111 anni), 41,1°C a Kumagaya, presso Tokyo, e temperature di oltre 12°C superiori alle medie stagionali in gran parte del Giappone.

La carenza di precipitazioni e l’elevata evaporazione rinsecchiva prati e pascoli e riduceva significativamente il livello di fiumi e laghi. Nel caso del Verbano, dopo lo stop al trasporto dei mezzi pesanti, restavano in cantiere anche gli aliscafi e a Laveno emergevano dall’acqua le statue del Presepe sommerso.

Immagine satellitare della prima perturbazione del mese che frantuma il muro anticiclonico e riporta le piogge sull'Italia
Dopo il giorno 5, che aveva registrato fenomeni estremi in Sardegna e in Sicilia, per il transito verso est di una piccola depressione, mentre l’anticiclone spostava i suoi massimi verso il Mediterraneo centro orientale, infiltrazioni di aria fresca in quota generavano una maggiore instabilità lungo la fascia Alpina. Infatti, per buona parte della settimana, temporali e piogge interessavano principalmente i rilievi Alpini e l’Appennino centro-meridionale, con qualche discesa verso le zone pianeggianti, soprattutto al Nord, sulle regioni centrali e sulla Sardegna, mentre il tempo restava invariato sul resto della Penisola.

Una svolta maggiormente instabile si registrava giovedì 9 per via di un progressivo cedimento dell’alta pressione che spostava i suoi massimi verso est. Infatti, una perturbazione atlantica collegata alla bassa pressione in evoluzione sulle Isole Britanniche, raggiungeva l’Europa centrale, interessando marginalmente la fascia alpina. L’aria fresca atlantica innescava intensi temporali con scrosci di pioggia e locali grandinate, riportando le temperature nei valori medi del periodo.

Immagine cromatica che mostra la discesa di aria artica verso la Penisola
Lo scossone significativo alla lunga ondata calda che aveva investito gran parte dell’Europa e la nostra Penisola con valori di temperatura fino a 38°C sulle regioni settentrionali, si registrava nella giornata di lunedì 11.
Infatti, una depressione sulle Isole Britanniche, spingeva verso est un fronte temporalesco che, attraversando l’arco Alpino, dava luogo a fenomeni particolarmente intensi e localmente grandinigeni con un significativo diminuzione delle temperature. 
Nei giorni seguenti, la depressione formatasi sul mar Tirreno, traghettava lentamente verso sud-est, interessando le regioni centrali e, successivamente, quelle meridionali che, nel giorno di Ferragosto registravano una copertura nuvolosa e locali acquazzoni. Il suo passaggio su Genova era associato al crollo della campata centrale del ponte Morandi che causava numerosi lutti tra gli automobilisti in transito, il blocco della circolazione tra Ponente e Levante e gravi disagi alle famiglie che abitavano gli edifici sottostanti.

Progressivamente, a partire dalle regioni settentrionali, si tornava a condizioni di stabilità atmosferica per l’espansione verso l’Europa occidentale e sulla regione Alpina di un braccio dell’anticiclone delle Azzorre che riportava in auge la stagione estiva con un nuovo rialzo delle temperature (+2-3°C rispetto alla media del periodo), ma più contenuto rispetto alla prima decade del mese.

Cartina meteo che mostra la discesa del nucleo freddo che porrà fina alla stagione estiva.
L’ultimo weekend del mese era caratterizzato da nuova instabilità per l’azione di depressione atlantica che, dalle Isole Britanniche raggiungeva il Golfo Ligure, per poi scorrere verso la Grecia. Il fronte temporalesco ad essa associato transitava sulla Penisola abbastanza velocemente, ma alcuni fenomeni erano localmente intensi (come i violenti nubifragi in provincia di Pordenone, le grandinate, le improvvise raffiche di vento e l’intensa attività elettrica). L’aria fresca atlantica che seguiva la perturbazione determinava un netto calo delle temperature (fino a -12°C), di cui beneficiavano tutte le regioni (sulle Dolomiti cadeva la prima neve e a Cortina si misuravano quasi 30 cm).

All’inizio dell’ultima settimana, partendo dalle regioni occidentali, si tornava ad un regime anticiclonico che favoriva nuova stabilità atmosferica, mentre il soleggiamento incrementava i valori delle temperature che oscillavano di poco rispetto a quelli stagionali.

Chiudeva il mese un affondo freddo, in discesa dalla Penisola Scandinava, che sembrava voler catapultare la stagione estiva direttamente verso quella invernale, baipassando l’autunno.



Osservazioni e misure
NUVOLOSITÀ INSOLAZIONE in % PIOGGIA in mm/mq Temporali
gg. sereni gg. variabili gg. coperti media mese media dal 1991 diff. mm mese media dal 1984 media 1959- 1983 n. eventi mese media dal 1980 diff.
20 8 3 60,5 55,4 +5,1% 119,5 138,9 141,3 6 6,4 -0,4
AGOSTO '18 : Incremento/deficit pluviometrico dal 01.12.2017 al 31.08.2018 = -73,3 mm/mq
TEMPERATURA in °C
media mese media dal 1987 diff. media 1959- 1986 max mese g.no max storica anno min mese g.no min. storica anno
25,16 23,34 +1,82 20,38 37,5 1 38,0 2017 11,0 27 6,5 1995

Col mese di Agosto si è archiviata la stagione estiva 2018 e come per lo scorso anno, anche quella di quest'anno è stata particolarmente calda. Infatti, tutti e tre i mesi estivi hanno registrato valori medi di temperatura superiori a quelli pluriennali.

Responsabile di tutto questo è stato l'anticiclone sub-tropicale che a più riprese si è spinto verso nord inviando il soffio caldo sahariano sul Mediterraneo (le cui acque hanno sfiorato la temperatura di 30°C) e verso l'Europa centrale.

Le depressioni atlantiche hanno tentato a più riprese di scalfire il muro anticiclonico, riuscendo solo in pochi casi e con fenomeni particolarmente violenti per il forte contrasto termico tra la massa d'aria calda stagnanate in loco e le fresche correnti in arrivo. Infatti, sono risultate numerose le trombe marine lungo le coste, i fenomeni grandinigeni, tali da richiedere l'intervento degli spalatori, i nubifragi con conseguenti allagamenti per l'esondazione di torrenti o la scarsa tenuta delle fogne che hanno messo in ginocchio alcune località (vedi, Pordenone, Mantova, Verona, ...). Senza uguali è risultata l'attività elettrica.

Mentre la fascia alpina ha registrato una maggiore variabilità per il passaggio sull'Europa centrale di diversi fronti temporaleschi, gran parte della Penisola e particolarmente il sud, ha goduto di maggiore stabilità. Alcuni nuclei freddi, in discesa dal nord Europa, hanno concesso un po' di refrigerio mitigando le temperature e donando un po' di pioggia alla terra assetata, ma le precipitazioni sono risultate scarse e la siccità ha bruciato diversi raccolti agricoli, rinsecchito ruscelli e torrenti, assottigliato i ghiacciai alpini, ridotto la portata dei fiumi e abbassato notevolmente il livello dei laghi (sul Verbano, dopo lo stop al trasporto dei mezzi pesanti era stata vietata anche la navigazione degli aliscafi).

Anticipata dai modelli matematici, associata in molti casi al fenomeno "afa," ed accumulo di ozono nei bassi strati, anche l'estate 2018 ha fatto registrare un trend positivo per le temperature. Infatti, le medie mensili hanno superato quelle pluriennali e, precisamente, si è passati da +1,36°C di Giugno a +1,22°C di Luglio e + 1,82°C di Agosto, mentre le precipitazioni hanno registrato un +20% a Luglio, ma -80% a Giugno e -14% ad Agosto.

Con riferimento ad alcuni elementi climatici, la temperatura media stagionale ha registrato un incremento di +1,47°C rispetto alla media pluriennale (23,15°C), mentre le precipitazioni stagionali sono diminuite del 30% (275,0 mm/mq contro una media di 393,2 mm/mq); 26 i giorni di pioggia e 19 i temporali, di cui tre con grandine.


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